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La Festa di Sant’Elena nel XX secolo e nei primi anni del XXI

I festeggiamenti in onore di Sant’Elena Imperatrice, il cui culto fu introdotto dai Bizantini, si svolgono ogni anno, a partire dal 12 di settembre, creando un forte richiamo non solo per gli abitanti di Quartu e del Campidano, ma di tutta la Sardegna e dei turisti che scelgono l’isola alla ricerca delle nostre più antiche e genuine tradizioni.

Per l’occasione la città si veste a festa, per sei giorni, durante i quali si svolgono i riti religiosi accompagnati da spettacoli di vario genere, mostre di prodotti locali, iniziative culturali e convegni, oltre allo svolgimento della “Sagra dell’uva”.

La festa di settembre in onore di Sant’Elena è di antica tradizione, infatti si hanno sue notizie a partire dal 1787, per la presenza del marchese Thaon di S.Andrea, e per la visita di Carlo Felice proprio il 14 settembre del 1800 1.

La festività della Santa Patrona ricorre il 21 maggio giorno in cui viene celebrata la Santa Messa Solenne. Nei giorni precedenti il 21 maggio e il 13 settembre si svolge il rito della preparazione della statua processionale da parte dei soci del comitato che procedono a “rinfrescare” il simulacro con panni leggermente intinti nella malvasia. Durante il rito vengono sostituiti la corona, lo scettro e la croce ordinari con quelle più preziose in argento sbalzato e cesellato: la corona e lo scettro del 1772 e la croce del 1797. Ai quattro angoli del piedistallo della statua, che viene adornata con polsini e colletto di pizzo, vengono deposti vasi di basilico e quattro pani di sapa. Il Valery nel suo Viaggio in Sardegna del 1835 parla di otto enormi pani fatti col vino cotto e col miele……. 2. Solo in occasione delle tre solennità di settembre vengono posti sulla Santa ex voto costituiti da monili in oro, argento e pietre preziose. Questo semplice rito si conclude con delle preghiere e con l’offerta, ai presenti, da parte del Presidente del Comitato, di un bicchierino di malvasia.

Il 21 maggio, al termine della anta Messa, avviene il passaggio tra il presidente uscente e quello entrante. Dal 1993, la breve cerimonia è caratterizzata dalla consegna del medaglione in oro, realizzato in quell’anno, che il Presidente indossa in occasione delle cerimonie religiose e civili.

Prima metà del novecento

Il Registro dei Conti della Società Sant’Elena

Non si hanno notizie precise sull’organizzazione del Comitato per la Festa di Sant’Elena negli anni precedenti il 1945. Si sa per certo che nella prima metà dell’ottocento la raccolta dei fondi necessari per la festa avveniva attraverso le questue. Infatti con una deliberazione, datata 7 settembre 1849, del Consiglio Comunale di Quartu veniva decisa l’abolizione delle questue festive con la sola eccezione di quelle per Sant’Elena, patrona del paese, la cui festa maggiore veniva anche allora celebrata a settembre. Con un’altra delibera del 1850 si stabiliva che le questue si effettuassero esclusivamente girando di casa in casa ad opera degli obrieri e non più nelle aie, attuale piazza IV Novembre 3.

Poche le notizie sull’attività nella prima metà del XX secolo. Il Comitato non risulta attivo nel periodo della prima guerra mondiale. Infatti nel Registro dei Conti della Società Sant’Elena 4, fondata dal Reverendo Giuseppe Cappai nell’anno 1905 e che operò ininterrottamente sino al 1922, a partire dal 1912, si registrano alcune spese direttamente ascrivibili alla festa patronale come quella di lire 50,00, registrata il 14 settembre 1915, così giustificata: Mancando Comitato p. la festa …… per predicatore Dott. Cogoni e Messa Cantata..

Dal 1945 alla costituzione del Comitato Stabile.

Nel dopoguerra l’organizzazione della festa avveniva attraverso la costituzione di comitati temporanei che normalmente, negli anni cinquanta, si riunivano nel “Dopolavoro”. E’ da notare che in tutta l’Italia tra i compiti dei “Dopolavoro”, istituiti nel 1925, rientrava anche la valorizzazione delle consuetudini locali e delle feste tradizionali.

Da un elenco, custodito presso la Basilica di Sant’Elena, si è potuto risalire ai nominativi di coloro che dal 1945 al 1967 hanno presieduto il Comitato e che vengono di seguito riportati:.

Sin dalle prime manifestazioni organizzate in concomitanza della festa, è sempre stata immensa l’affluenza di uomini e donne provenienti da tutto il campidano. Attrazioni principali delle manifestazioni civili, così come nel passato, erano le corse dei cavalli, le gare poetiche dialettali, sia in campidanese che in logudorese, e gli spettacoli pirotecnici.

Ma è dalla costituzione del Comitato Stabile nel 1968, che i festeggiamenti hanno assunto sempre maggiore importanza.

Il 1 giugno del 1968, infatti, per iniziativa dell’allora parroco della parrocchia di Sant’Elena, Mons. Francesco Pala, con lo scopo di organizzare accuratamente i festeggiamenti della Santa Patrona, veniva costituito il Comitato Stabile per i Festeggiamenti in Onore di Sant’Elena.

Dallo statuto del Comitato Stabile si rileva che il Comitato si prefigge, in piena intesa e collaborazione con l’Autorità Ecclesiastica, di sensibilizzare l’ambiente, con opportune iniziative, alla conoscenza delle più genuine tradizioni religiose e civili, e di organizzare fin nei minimi dettagli i festeggiamenti in onore della Santa, con la costante preoccupazione di conservare e mettere in evidenza quegli aspetti caratteristici del patrimonio sociale che devono formare il vanto di ogni civile popolazione.

Grazie al patrocinio dell’Amministrazione Comunale, alla generosa contribuzione popolare che avviene come, da tradizione, attraverso la questua porta a porta ad opera dei soci del comitato, ai sostenitori, agli sponsor istituzionali e non, a tutte le persone che a diverso titolo collaborano nell’organizzazione, alle associazioni di volontariato che svolgono un ruolo di grande importanza durante lo svolgimento delle manifestazioni, il Comitato Stabile, dalla sua costituzione, organizza ogni anno una serie di appuntamenti, di diverso genere, che fanno da corona alle manifestazioni religiose. Tali manifestazioni, nucleo dei festeggiamenti, hanno la massima espressione nelle tre solennità del 13 settembre con la processione che attraversa le strade della città per terminare sul sagrato della chiesa dove viene impartita, dal Parroco o, come negli ultimi anni, dall’Archivescovo di Cagliari, la Solenne Benedizione con la reliquia del “Lignum Crucis”, e del 14, festività dell’Esaltazione della Croce, e 15 settembre con le Sante Messe Solenni.

I 15 soci fondatori che con il Mons. Francesco Pala hanno dato vita al Comitato Stabile sono: Alfredo Rosas, Antonio Meloni, Nello Porceddu, Pietro Secci, Raimondo Cardia, Antonino Tocco, Vincenzo Meloni, Valerio Macis, Efisio Carta, Giovanni Cambarau, Raffaele Scalas, Mario Delogu, Eugenio Solla, Giuseppe Cabras e Raffaele Manca.

Il programma civile della prima festa organizzata dal Comitato Stabile, presieduto dal dott. Alfredo Rosas, comprendeva le tradizionali gare poetiche “campidanese” e “logudorese”, l’esibizione dei “Complessi” The Totems, Visconti e Le Rocce , una gara ciclistica, un incontro di pugilato e lo spettacolo pirotecnico.

Nei primi anni di attività non figurano nel programma particolari novità. Nel 1973, presidente Armando Ibba, vengono riproposte le “Corse a pariglia” che ritroviamo anche negli anni 1976, 1981, 1988 e 1991.

Sin dal 1974, sotto la presidenza di Tonino Perra, in sintonia con i propositi dello statuto, il Comitato Stabile, individuato nella “Sagra dell’uva” un importante aspetto caratteristico del patrimonio sociale e culturale della città, inserisce, in modo permanente, la manifestazione all’interno del proprio programma, interessandosi direttamente dell’organizzazione in collaborazione con le associazioni degli agricoltori e con la finalità di mantenere viva una tradizione che risale ai primi anni trenta. Infatti, cogliendo il suggerimento di festeggiare la vendemmia che, nel 1930, il Ministero dell’Agricoltura diede ai Dopolavori Comunali, con lo scopo di esaltare la fatica dei viticultori e valorizzarne il prodotto, anche a Quartu, nello stesso anno, fu organizzata la Festa dell’uva che con il passare degli anni, e con alterne vicende, è divenuta tradizione e testimonianza di valori che hanno sfidato il tempo. Negli anni cinquanta e sessanta, dopo l’interruzione per la seconda guerra mondiale e nei difficili anni del dopoguerra, la manifestazione, che prese il nome di Sagra dell’uva, fu organizzata dalle associazioni degli agricoltori con la collaborazione della Pro Loco di Quartu e talvolta venne inserita nel programma dei festeggiamenti in onore di Sant’Elena Patrona della Città.

Nei primi anni il momento centrale della sagra, che come filo conduttore ha sempre avuto la valorizzazione della vendemmia e dei suoi prodotti, era costituito dalla sfilata dei carri, piccoli nelle dimensioni e semplici nella fattura, trainati da cavalli, con sopra uomini e donne in costume tradizionale che alla termine della sfilata distribuivano i grappoli d’uva.

Con il passare degli anni la sagra è diventata sempre più ricca. Il momento più significativo, la sfilata, si è arricchita grazie all’ inserimento di gruppi in costumi tradizionali da lavoro, di gruppi folcloristici non solo locali ma anche provenienti da altre parti della Sardegna e, soprattutto, delle etnotraccas, autentiche testimonianze del passato, con uomini e donne in abiti contadini che mimano scene di vita e di lavoro. Nei carri, trainati da cavalli o da buoi, e nelle etnotraccas, dove vengono messi in mostra strumenti della civiltà rurale non più in uso, si suona, si canta e si cucina.

Maggiore attenzione è stata data all’allestimento della Mostra del pane, del dolce e dell’uva da tavola, avvalendosi dell’importante collaborazione dei coltivatori e degli artigiani, operanti nel territorio quartese e nei comuni contermini, ed alla organizzazione di mostre e convegni, che hanno sempre caratterizzato in modo significativo la manifestazione.

Dal 1996 si svolge la “Rassegna artistica di pittura, scultura e creatività”. Negli ultimi anni sono state organizzate importanti mostre come: la Mostra di pittura dei maestri Antonio Corriga e Sisinnio Usa” e la Mostra di filigrana sarda e di artigianato nel 2003; quella intitolata I Ricamidella Fede: i tessuti sacri della parrocchiale di Sant’Elena, nel 2004, con il coordinamento scientifico di Ida Farci, Lucia Siddi e Alessandra Pasolini; la Mostra sul Restauro del Retablo di Sant’Elia della Parrocchiale di S. Elena, nel 2005; la mostra S’oreria antiga in sa vida e in sa fidi de Deus e Usi e tradizioni della XXIV Comunità Montana Serpeddi, nel 2006; ed infine nel 2007 Il culto e la festa di Sant’Elena a Quartu tra storia e tradizione, che ha dato il titolo a questo volume.

Non meno interessanti i convegni come quelli che si sono svolti dal 2000 al 2005 sullaValorizzazione del Comparto dell’Uva da Tavola, in collaborazione con il Centro Zonale ERSAT di Quartu S.E.; Gli adempimenti amministrativi delle società sportive, nel 2003; Il culto di Sant’Elena a Quartu e in Sardegna nel 2004, che ha avuto come relatori Ida Farci, Lucia Siddi e Carlo Pillai; nel 2005, Il Retablo di Sant’Elia, ancora con relatori Ida Farci e Lucia Siddi; nel 2006, La devozione dei Quartesi verso Sant’Elena, relatori: Don Gianfranco Zuncheddu e Rita Longhitano; ed infine, nel 2007, Dalle basiliche fondate da Sant’Elena ad una Basilica intitolata a Sant’Elenarelatori: Roberto Coroneo e Don Giulio Madeddu.

Un momento importante della festa civile è rappresentato dagli spettacoli che si svolgono tradizionalmente nella Piazza Sant’Elena, aperti, come da tradizione il 13 settembre, da un gara poetica dialettale e che proseguono, nei giorni successivi, con concerti di musica leggera di importanti artisti italiani e stranieri.

La manifestazione arricchita da tornei sportivi, animazioni nelle piazze, sfilate, offre sempre come conclusione l’atteso spettacolo pirotecnico.

L’attuale composizione del Comitato Stabile

Il presidente Onorario del Comitato Stabile è il Parroco pro-tempore della parrocchia di Sant’Elena, don Alfredo Fadda, subentrato a mons. Antonio Porcu ad ottobre 2010. Attualmente il Comitato Stabile, per l’anno 2016 presieduto da Alessandro Piludu, è costituito da 33 soci: Eliseo Cardia, Mauro Casula, Maurizio Corda, Sergio Corrias, Ennio Deiana, Efisio Delogu, Giuseppe Denotti, Claudio Dessì, Giovanni Antonio Dessì, Armando Ibba, Carlo Ibba, Pier Giorgio Ibba, Pierluigi Ibba, Sandro Lai, Antonio Longoni, Gabriele Mantega, Maurizio Matta, Giorgio Melis, Fabio Meloni, Antonio Moi, Edoardo Paulis, Enrico Piccioni, Venero Piras, Cesario Portas, Giovanni Puddu, Mauro Rea, Nicola Sanna, Giulio Scalas, Marco Secci, Elia Sitzia, Renato Testard, Mariano Tocco, Salvatore Puddu.

il nuovo presidente per l’anno 2014 che entrerà a far parte del Comitato Stabile, è Alessandro Piludu, quartese, sposato con un figlio.

Il direttivo 2016

I Presidenti del Comitato Stabile

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